Rapporto Sofi 2014, c’è ancora molto da fare

Rapporto Sofi 2014, c’è ancora molto da fare

Sono circa 805 milioni le persone – vale a dire una su nove – che al mondo soffrono la fame, secondo il nuovo rapporto dell’ONU Lo Stato dell’insicurezza alimentare nel mondo (SOFI 2014).
Il rapporto è pubblicato annualmente ed è frutto di un lavoro congiunto delle tre agenzie ONU di Roma, l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) e il Programma alimentare mondiale (PAM).
Le conclusioni e le raccomandazioni del rapporto SOFI 2014 saranno al centro della discussione dei governi, della società civile e dei rappresentanti del settore privato nella riunione del Comitato sulla Sicurezza Alimentare Mondiale, che si terrà presso la FAO dal 13 al 18 ottobre.
Il rapporto sarà anche una base di discussione alla Seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione (ICN2), che si terrà a Roma dal 19 al 21 novembre, che la FAO sta organizzando in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’intento di questo incontro ad alto livello è raggiungere un rinnovato impegno politico per combattere la malnutrizione, con l’obiettivo generale di migliorare le diete e aumentare i livelli di nutrizione.
La tendenza generale nella riduzione della fame nei paesi in via di sviluppo indica che l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio (MDG) di dimezzare la percentuale delle persone sottonutrite entro il 2015 è ancora raggiungibile, “se interventi adeguati verranno presi e intensificati “, si legge nel rapporto. Finora sono 63 i paesi in via di sviluppo che hanno raggiunto l’obiettivo di Sviluppo del Millennio, mentre altri sei sono sulla buona strada per raggiungerlo entro il 2015.
Tra questi, 25 hanno anche raggiunto l’obiettivo più ambizioso del Vertice Mondiale sull’Alimentazione (WFS) di dimezzare il numero delle persone denutrite entro il 2015. Tuttavia, il rapporto fa notare che ormai si è fuori tempo massimo per raggiungere l’obiettivo del WFS a livello globale. Con il numero delle persone sottonutrite che rimane “inaccettabilmente alto”, i responsabili delle tre agenzie hanno sottolineato la necessità di rinnovare l’impegno politico per combattere la fame e per trasformarlo in azioni concrete.
Il rapporto della FAO, IFAD e PAM specifica che l’eradicazione della fame richiede la creazione di un ambiente favorevole e di un approccio integrato. Tale approccio prevede investimenti pubblici e privati per aumentare la produttività agricola; accesso alla terra, ai servizi, alle tecnologie e al mercato; e misure per promuovere lo sviluppo rurale e la protezione sociale per i più vulnerabili, in particolare rafforzando la loro resilienza nei confronti di conflitti e disastri naturali. Il rapporto evidenzia inoltre l’importanza di specifici programmi nutrizionali, per affrontare in particolare le carenze di micronutrienti delle madri e dei bambini sotto i cinque anni.

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