Vallelata tenta la mozzarella a impatto zero

Vallelata tenta la mozzarella a impatto zero

Contrastare la produzione di CO2 e i cambiamenti climatici partendo dalla mozzarella. Perché ciascuno deve fare la sua parte. E’ questo il significato dell’accordo volontario siglato tra Gruppo Lactalis, tra i principali player lattiero-caseari nel nostro paese, e il Ministero dell’Ambiente per partecipare al “Programma Nazionale per la valutazione dell’impronta ambientale”. Un percorso volto all’analisi e alla riduzione delle emissioni di CO2 nella produzione della Ricotta e Mozzarella Valellata.

Con la propria marca premium Vallelata sarà infatti protagonista di un percorso volontario di analisi, misurazione e mitigazione dell’impronta di carbonio (carbon footprint) nell’ambito del programma per la riduzione dell’impronta ambientale del Ministero dell’Ambiente.
La sottoscrizione di un apposito accordo con il dicastero, prevede la messa a punto di metodologie per il calcolo della carbon footprint dei due prodotti Vallelata più venduti – Mozzarella 125 gr e Ricotta 250 gr – e l’individuazione di interventi per la riduzione e compensazione del loro impatto ambientale.

«Il rispetto per la natura e la salvaguardia dell’ambiente rappresentano una guida e una regola fondamentale nella realizzazione dei nostri prodotti – dichiara Jean Marc Bernier, amministratore delegato di Gruppo Lactalis Italia – e questo accordo con il Ministero dell’Ambiente rappresenta un traguardo importante per noi e anche il coronamento di un impegno “verde” profuso da Gruppo Lactalis Italia in questi anni»

Tutti le unità produttive del Gruppo infatti, oltre ad essere accreditate secondo gli standard B.R.C. (British Retail Consortium) e I.F.S. (International Food Standard) per buone pratiche di produzione, qualità e sicurezza degli alimenti, hanno anche la certificazione ambientale ISO 14001, a testimonianza della sistematica realizzazione di interventi e azioni volte a aumentare il livello di sostenibilità.

Il piano ecologico del Gruppo, attento ai consumi di acqua ed energia, così come alle emissioni di CO2 in atmosfera, negli ultimi sei anni ha permesso di migliorare le performance degli stabilimenti, di ridurre del 12% il consumo di energia elettrica, del 11% il consumo di energia termica, dell’11% il consumo di acqua e del 19% l’emissione di CO2.

L’obiettivo del progetto con il Ministero è calcolare l’impronta di carbonio dei due prodotti Vallelata di maggior successo per neutralizzarne in futuro le emissioni di CO2 in atmosfera, grazie anche al supporto di progetti di riforestazione boschiva nel nostro Paese.

La prima fase, svolta in collaborazione con il Centro Studi Qualità Ambiente dell’Università di Padova, comporta la raccolta dati relativa all’intero ciclo di vita dei due prodotti Vallelata, dalla materia prima fino ai consumatori finali, per arrivare così al calcolo della loro impronta ambientale, con una metodologia basata su procedure standardizzate e riconosciute a livello internazionale. Tale risultato sarà poi certificato da primari enti terzi secondo la norma UNI ISO/TS 14067.

In una fase successiva, saranno valutati i possibili ulteriori interventi di riduzione delle emissioni e, una volta quantificate quelle residue, saranno messe a punto le misure di compensazione.

« Tra le attività che il Gruppo porterà avanti con la marca Vallelata nel prossimo anno ci sarà dunque il supporto a progetti di riforestazione boschiva in Italia con l’obiettivo di produrre senza impattare sulla natura con emissione di CO2 – ribadisce Jean Marc Bernier – La missione della marca Vallelata è infatti sempre stata di proporre formaggi freschi di grande qualità nel rispetto dell’ambiente e questo progetto con il Ministero ci permette di intensificare ancora di più il nostro impegno in tal senso.»

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